Tristezza. E’ la sensazione che resta alla fine della conferenza stampa del presidente della Triestina Ben Rosenzweig che si prende le colpe per la nuova penalizzazione che colpirà la società e la squadra visto che non ha correttamente programmato i pagamenti alle scadenze previste. In pratica, nelle casse societarie sono arrivati – così ha detto – i soldi per saldare i giocatori ma non quelli per versare tasse e contributi.
Inevitabile che arrivi la penalizzazione (tra 2 e 4 punti) anche se la società si attiva per le spiegazioni di rito ma non ha comunque ancora versato il dovuto.
Tristezza, perchè, al di là dell’assumersi tutte le colpe come capo degli investitori, vien da chiedersi come, in sede a Trieste, chi di dovere non abbia fatto presente norme, regolamenti e scadenze. Probabilmente, dopo simili sbagli, in altre parti starebbe già allontanandosi dalla città.
Tristezza, perchè non è la prima volta che errori si ripetono: l’inghippo Olivieri, l’amichevole estiva con la Turris, adesso, come in un “escalation”, i mancati versamenti. C’è da chiedersi perchè questi fondi vengano ad investire nel calcio se non ne conoscono bene le regole e i meccanismi, a meno che non pensino di poter fare quello che credono.
Tristezza perchè, alla fine, di mezzo ci andrà la squadra che, faticosamente e quasi miracolosamente, cerca di tirarsi fuori da una situazione in cui l’incapacità di chi di fatto ha operato a livello gestionale l’ha cacciata, con scelte e investimenti economici come minimo inusuali e cervellotici, che indirizzati su binari diversi avrebbero potuto ottenere soddisfazioni diverse.
Tristezza, perchè – visto che l’organigramma non cambierà di certo – tutto ciò potrebbe anche ripetersi alla prossima scadenza di aprile.
Come dire: mai una gioia?
Ed ora, spazio al comunicato ufficiale della società.
“Nel pomeriggio di oggi, il presidente Ben Rosenzweig ha tenuto una conferenza allo stadio Rocco riservata agli organi di stampa. Questi i passaggi salienti: “Voglio sfruttare questa occasione per parlare di alcune delle notizie che sono uscite su LBK Capital e sulla Triestina. Posso confermare che la Triestina non ha rispettato la scadenza federale del 17 febbraio per il pagamento delle imposte, questo riguarda solo le imposte e non gli stipendi per i tesserati che sono stati regolarmente pagati. In questo momento stiamo discutendo della situazione con la FIGC e la Lega Pro rispondendo ad ogni loro domanda su questo tema, siamo in attesa di una loro decisione e stiamo facendo del nostro meglio per mitigare le possibili conseguenze.
Come forse avrete notato, anche se LBK rimane il proprietario esclusivo del 100% delle azioni della Triestina Calcio, come parte delle sue attività di investimento LBK accoglie regolarmente con favore ed entusiasmo nuovi partner all’interno della propria struttura di capitale. Il completamento di queste aggiunte ha portato a un temporaneo ritardo nell’invio del capitale necessario in Italia. Voglio sottolineare che questo non significa che io o il mio fondo abbandoneremo il progetto Triestina, anzi. Sono venuto a Trieste non appena ho potuto, per essere qui ed assicurarvi che sono più impegnato che mai in questo progetto, non sono mai stato così convinto come lo sono oggi delle possibilità di successo che ci sono a Trieste. Abbiamo già investito una somma molto significativa di denaro e non abbiamo intenzione di andarcene, il lavoro che avviene nel dietro le quinte negli Stati Uniti è stato ed è incentrato sul rafforzare il nostro capitale per i prossimi step di crescita qui a Trieste.
Mi prendo tutte le responsabilità per le scadenze che non sono state rispettate e sono pronto ad affrontarne le possibili conseguenze. So che questo è un momento molto buono per la squadra, soprattutto rispetto alla situazione dei precedenti mesi di questa stagione e mi dispiace che quello che ho fatto, possa potenzialmente interrompere quanto di buono sta succedendo in questo periodo. Ho parlato e parlo regolarmente sia con il direttore Delli Carri che con mister Tesser, non ho sentito nulla a livello di motivi per i quali dovrebbero o vorrebbero andarsene, da parte mia devo essere onesto con loro e ho detto loro dell’importanza che ha questo progetto per me e del fatto che la società vuole rimanere.
Le vostre frustrazioni dovrebbero essere rivolte verso di me, non nei confronti degli allenatori, dei giocatori o dello staff, perché loro hanno bisogno ora più che mai del vostro sostegno per raggiungere obiettivi che sono alla portata in questa stagione. Trieste è diventata una seconda casa per me, le persone di questa città mi hanno accolto a braccia aperte mostrandomi sempre e solo sostegno e fiducia. Fa molto male sapere che vi sto deludendo in questo momento, ma so e voglio che voi sappiate che dedico e dedicherò tutto me stesso per questo progetto e che nessuno si impegnerà più di me per Trieste”.
Credit by Emilio Ripari – Ufficio Stampa Triestina Calcio 1918